Il Golden Gate Bridge è il luogo in cui molte persone decidono di porre termine alla propria esistenza, più di ogni altro al mondo. Pare che una logica raccapricciante determini in coloro che desiderano la morte la scelta del luogo anteposto per l’atto fatale. Questo spesso attrae magneticamente per la sua bellezza magica e misteriosa. Steel ha filmato a lungo Golden Gate Bridge, testimoniando con la sua cinepresa gli attimi drammatici dei 24 suicidi avvenuti nel 2004, ma anche molti tentativi non riusciti. Il tentativo di comprendere le motivazioni di questi gesti viene indagato attraverso interviste, incredibilmente spontanee, di persone vicine ai suicidi ma anche di chi è stato solo testimone involontario della loro disgrazia. The Bridge si rivela così un documentario sorprendentemente profondo e allo stesso tempo poetico, un viaggio visivo e viscerale in uno dei tabù più spinosi, uno sguardo negli angoli più bui e se è possibile più impenetrabili dell’animo umano. I destini di queste 24 persone sono uniti dal ponte e da una caduta di 4 secondi. Il Golden Gate Bridge sembra ergersi minaccioso sullo sfondo, monumento che racchiude in sè le più alte aspirazioni dell’uomo ma anche la sua natura più infima e terrena.
